Denuncia al Gazzettino di Belluno per procurato allarme

Denuncia al Gazzettino di Belluno per procurato allarme

Il 14 ottobre scorso «Il Gazzettino» di Belluno pubblicava un articolo (disponibile anche sul sito della testata giornalistica www.ilgazzettinodibelluno.it), dal titolo allarmistico: “Coronavirus: Belluno la provincia più pericolosa d’Italia”.

I dati ivi contenuti traevano origine da una mappatura, stilata dalla Fondazione Isi di Torino, unitamente al Politecnico di Milano.

I dati disponibili sul sito de «Il Sole 24» (dati ufficiali forniti dalla Protezione Civile), fotografano però una realtà assolutamente difforme da quella descritta dal «Gazzettino». A un esame approfondito di tali dati istituzionali emerge infatti la volontà perpetrata dal «Gazzettino» di Belluno di elaborare un titolo giornalistico di carattere allarmistico al solo fine di creare uno pseudo scoop, alimentando il panico tra i cittadini.

Per smentire tale ricostruzione è intervenuto persino Giampaolo Bottacin, ex presidente della Provincia di Belluno e attuale Assessore Regione Veneto all’Ambiente e Protezione civile, che con un post su Facebook ha confermato la totale infondatezza dell’allarme diffuso dal quotidiano locale.

Pur raccomandando la massima cautela e soglia di attenzione, Bottacin ha offerto un quadro della situazione ben diversa da quella prospettata dalla carta stampata, pur riproponendo le stesse fonti citate nell’articolo incriminato ed elaborando i medesimi dati.

Questo il post dell’assessore veneto alla Protezione civile pubblicato su Facebook il 14 ottobre:

«Seguo i dati dell’epidemia direttamente dall’unità di crisi della Regione dal 21 febbraio e mi permetto di far notare che i dati del Ministero e della Protezione Civile Nazionale (che raccolgono i dati che forniamo noi delle Regioni), dicono che la popolazione bellunese contagiata è pari allo 0,953% contro l’1,832% della provincia di Piacenza, l’1,976% della provincia di Cremona, l’1,692% della provincia di Lodi e potrei continuare. Più di Belluno registrano anche le province di Brescia, Bergamo, Pavia, Mantova, Alessandria, Novara, Vercelli, Reggio Emilia, Parma, Genova ed altre ancora. Senza andare tanto distante anche Trento registra una percentuale ben più alta. Questo dicono i freddi numeri. Anzi, considerando che il 96% dei positivi sono asintomatici e che il Veneto è la Regione che ha fatto il più alto numero di tamponi rispetto agli abitanti, è del tutto evidente che nelle province fuori dal Veneto il dato è sottostimato rispetto al nostro. La prima regola in statistica è che vanno confrontati dati omogenei e non dati disomogenei.

Sempre i freddi numeri dicono che oggi in tutta la provincia di Belluno ci sono 612 persone positive e di queste 27 sono ricoverate in area non critica in ospedale (zero in terapia intensiva). In Veneto abbiamo 7182 casi positivi, 271 persone in area non critica e 35 in terapia intensiva. I deceduti in provincia di Belluno sono stati 119 e in Veneto 2286.

Pertanto i numeri dicono una cosa ben diversa da quanto vuol far emergere lo studio della fondazione ISI di Torino e del Politecnico di Milano, citato dal Tg1 e dal Gazzettino. Sono analisi basate su dati di partenza disomogenei e quindi non confrontabili.

Detto questo, il virus è ancora presente, i dati sono in crescita e quindi va tenuta alta l’attenzione e vanno adottate tutte le precauzioni del caso»

A riprova dell’intenzione di diffondere una lettura distorta e allarmistica dello stato dell’epidemia nel nord-est, risulta d’interesse anche un ulteriore articolo, pubblicato da «Il Gazzettino» di Belluno in data 19 ottobre 2020, a firma di Davide Lisetto, in cui si allude a partire dal titolo (“Sappada travolta dal Covid. Tutti chiusi bar e alberghi”), a una situazione emergenziale nel piccolo comune in provincia di Udine.

Nell’articolo viene rappresentata una situazione del territorio assolutamente preoccupante, con la predisposizione da parte dell’Autorità locale di una nuova “Zona rossa”, di misure particolarmente stringenti per gli esercizi pubblici e privati e di controlli a tappeto sui residenti.

Uno status emergenziale che è stato però apertamente smentito sempre pubblicamente da Manuel Piller Hoffer, sindaco di Sappada, che si è affidato a Facebook per comunicare ai cittadini e agli utenti della rete la reale situazione del territorio, scevro da qualsiasi stato emergenziale.

Questo il breve testo del post pubblicato su Facebook dal sindaco Piller Hoffer in data 18 ottobre alle ore 9:43:

«Mi dispiace deludere il titolista ma Sappada NON è affatto travolta dal Covid. Comunico con piacere che ad esclusione dei due casi già accertati tutti gli altri ragazzi delle scuole sono risultati negativi»

Per questi motivi, Matteo Gracis (responsabile Fondo No Bufale) ha depositato una querela per procurato allarme contro «Il Gazzettino di Belluno» in data 22 ottobre 2020.

TESTO COMPLETO DELLA QUERELA (pdf)
VIDEO RIASSUNTO (youtube)

Staff No Bufale