Il Grande Reset non è l’ennesima teoria del complotto ma un piano dell’Agenda globale

Il Grande Reset non è l’ennesima teoria del complotto ma un piano dell’Agenda globale

Da più parti i media mainstream e i debunkers si sono coalizzati per cercare di liquidare come una bufala e come l’ennesima farneticazione cospirazionista il piano del Grande Reset (leggi articolo). L’idea che si sta cercando di far passare è che in “complottisti” abbiano volutamente distorto la teoria del Great Reset, «sostenendo che essa miri a una “dittatura sanitaria” gestita da Bill Gates e dalla Cina, per imporre la vaccinazione forzata» (leggi articolo) e che più in generale si tratti di deliri riguardanti i “poteri forti” (pensiamo allo sfottò che Huffington Post ha dedicato alla lettera dell’ex nunzio apostolico negli Stati Uniti Carlo Maria Viganò a Trump).

Se da un lato si tenta di ridicolizzare la tematica, dall’altro la si fa passare gradualmente come un’occasione per “trasformare” in senso positivo la nostra società.

Nulla di più falso.

The Great Reset non è l’ennesima teoria del complotto, ma si tratta di un piano dell’agenda globale che è stato messo nero su bianco dai suoi fautori, a partire dal fondatore del World Economic Forum (WEF), l’ingegnere ed economista tedesco Klaus Schwab che durante una riunione virtuale che si è tenuta lo scorso 3 giugno,  ha invitato i leader mondiali ad abbracciare la nuova teoria del “Grande Reset”.

«È arrivato il momento di un “Grande Reset” del capitalismo. La pandemia – ha detto Schwab – ci ha mostrato quanto rapidamente possiamo effettuare cambiamenti radicali nel nostro stile di vita… e rappresenta una rara quanto stretta finestra di opportunità per riflettere, ripensare e riorganizzare il nostro mondo».

Tra coloro che sono intervenuti all’evento o che hanno espresso in seguito il loro sostegno al piano, si contano funzionari del mondo dell’economia e della finanza, rappresentanti del FMI (Fondo Monetario Internazionale), della Banca mondiale, degli Stati anglosassoni (USA e Regno Unito), CEO e presidenti di grandi aziende come BP, MasterCard e Microsoft.

Cover del numero del Time dedicato al Grande Reset.

Persino il «Time» ha dedicato al Gran Reset un numero speciale, uscito nelle edicole internazionali giovedì 22 ottobre, in cui la domanda a cui si cerca di rispondere è: “Come sarà il futuro?”. All’interno troviamo un contributo dello stesso Schwab che offre un’anticipazione del suo prossimo libro Stakeholder Capitalism in uscita il prossimo gennaio, dopo Covid-19: The Great Reset (scritto insieme al direttore del Global Risk Network dello stesso WEF, Thierry Malleret), La quarta rivoluzione industriale (pubblicato in Italia per Franco Angeli con la prefazione di John Elkann) e The Aftermath of the COVID-19 Pandemic.

Schwab parte dall’idea di poter pensare una nuova forma di  capitalismo più sostenibile e più solidale, aperto alla digitalizzazione e anche al “green”. Messa così sembra una visione intrigante, ideale, persino utopistica. Se leggiamo però le opere dello stesso Schwab ci accorgiamo, in estrema sintesi, che il Gran Reset è la promozione di un’Agenda globale volta a scardinare e ristrutturare l’economia mondiale secondo linee specifiche, perché il crollo dell’economia industriale si pone come trampolino di lancio – in linea con il Capitalismo dei Disastri viene definita come un’opportunità – per ben altri obiettivi che coinvolgeranno l’intera società.

Su questo Schwab è molto chiaro nel descrivere nel suo La quarta rivoluzione industriale, uno stravolgimento globale della nostra società in una direzione post-umana che «combina diverse tecnologie, dando luogo a cambi di paradigma senza precedenti» in quanto il suo ambito di applicazione «include anche lo sviluppo simultaneo di tantissime innovazioni nei settori più disparati, dal sequenziamento del DNA alla nanotecnologia, dalle energie rinnovabili all’informatica quantistica».

L’Agenda del Grande Reset è composta da diversi punti cruciali che vengono analizzati nel dettaglio dallo stesso Schwab nelle sue opere e che possiamo riassumere in: globalizzazione, decarbonizzazione, digitalizzazione (grazie all’implementazione di reti 5G e 6G), Intelligenza Artificiale e automazione (e conseguente “sostituzione del lavoro umano” con il disboscamento di milioni di posti di lavoro), moneta digitale, Internet delle cose, identità digitale e biometrica per tutti, robotica avanzata, sharing economy, capitalismo della sorveglianza e in definitiva, il transumanesimo con potenziamento umano, ibridazione uomo-macchina, biologia di sintesi, editing genomico, xenotrapianti e molto altro ancora.

Enrica Perucchietti