Vaccini: Gb, aiuteremo l’UE. Eppure per i media la Brexit avrebbe portato alla carenza di cibo e medicine

Vaccini: Gb, aiuteremo l’UE. Eppure per i media la Brexit avrebbe portato alla carenza di cibo e medicine

«I supermercati in Cornovaglia e Scozia finiranno il cibo entro un paio di giorni e gli ospedali esauriranno i medicinali entro due settimane».

Così scrivevano i media internazionali riprendendo quanto pubblicato dal Sunday Times che, citando una fonte anonima, delineava tre scenari da Apocalisse messi a punto da Londra nel caso in cui il Regno Unito fosse uscito dall’UE senza un accordo.

Il giornale riportava infatti che il Paese avrebbe sofferto in particolare una carenza di medicine, di carburante e di cibo.

Le fake news hanno le gambe corte ma la memoria ancora più corta dell’opinione pubblica permette ai professionisti dell’informazione di prendere sonore cantonate e farla franca. Eppure, è bene ricordare che per evitare la Brexit, i media fecero becera propganda, innescando un clima di vera e propria psicosi in Gran Bretagna.

Il Sunday Times, facendo riferimento a una fonte anonima, scrisse che lo staff per la Brexit, collaborando insieme al ministero della Sanità e dei Trasporti, aveva preparato tre scenari dell’eventuale mancato accordo tra Londra e UE: si passava da una situazione abbastanza gestibile a una davvero tragica, definita apocalittica (“Armageddon”),  in cui supermercati, farmacie e distributori di benzina sarebbero rimasti a secco dopo poche ore di attività.

I media ripresero la notizia e scrissero che il Regno Unito sarebbe stato costretto a organizzare voli charter, oppure a usare aerei della Royal Air Force per portare generi alimentari e medicinali in tutte le zone dell’Isola.

A smentire non solo lo scenario da Armageddon ma più in generale tutti quei giornalisti che avevano cavalcato il terrorismo mediatico e la propaganda anti-Brexit  sono le recenti parole del ministro Michael Gove, titolare nella compagine dei Boris Johnson del dossier sui rapporti post Brexit con Bruxelles, che ha dichiarato ai media che il governo britannico è pronto a valutare «come poter aiutare» i Paesi dell’Unione Europea e, nel caso fosse richiesto, a compensare i ritardi sul programma di vaccinazioni anti-Covid.

Gove ha inoltre specificato che le forniture di vaccino, contrattate in anticipo con AstraZeneca, sono blindate in quanto sono state precedentemente concordate e pagate e per questo saranno “onorate”, senza alcuna interruzione. L’aiuto all’UE non mette pertanto in discussione le dosi del piano vaccinale britannico.

Insomma, ora il regno Unito si mette a disposizione per aiutare gli altri Paesi dell’UE… che sono rimasti senza dosi di vaccino. L’esatto opposto di quanto scritto dai media mainstream quando di doveva orientare l’opinione pubblica a essere contraria alla Brexit.

Se non fosse tragico per il mondo dell’informazione, ci sarebbe da ridere.

Enrica Perucchietti