Archivia 27 Febbraio 2021

Reparto invaso da varianti Covid? Falso. Denunciato il dott. Galli per procurato allarme

In un’intervista rilasciata il 16 febbraio scorso all’ANSA e ad altre testate giornalistiche, il dott. Massimo Galli, Direttore delle Malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano, ha dichiarato quanto segue:

«Siamo tutti d’accordo che vorremmo tutti riaprire, ma io mi ritrovo di nuovo un reparto invaso da nuove varianti, e questo riguarda tutta l’Italia e questo fa facilmente prevedere che a breve avremo problemi più seri».

«Le avvisaglie vengono guardando cosa sta succedendo in altri Paesi europei. Le varianti ci sono e sono maggiormente contagiose e quindi hanno maggiore capacità a diffondersi in situazioni che non si ristendono sicure. È spiacevole ma è un dato di fatto. Questa è la realtà intorno a cui è inutile fare chiacchiere».

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Recovery Fund: è davvero la manna dal cielo come ci raccontano i mass media italiani?

Sta per arrivare una pioggia di denaro, che l’UE elargirà maternamente ai suoi cittadini travolti dalla drammatica crisi legata (alla gestione) del coronavirus, in primis ai poveri italiani, noti scialacquatori e perenni ultimi della classe, tra i più colpiti. 209 miliardi da spendere: una cifra esorbitante, che rappresenterà un’occasione unica per la ripresa economica e, se ben spesa, sarà in grado di riscattare il nostro Paese e avviarlo lungo un percorso virtuoso di rinascita. Una vera manna dal cielo, così importante per il nostro futuro da rendere necessaria la discesa in campo dei tanto osannati competenti.

Ma è davvero così? A smontare la narrazione del mainstream sono due economisti italiani, Emiliano Brancaccio e Riccardo Realfonzo, docenti all’Università del Sannio, dalle colonne del Financial Times.

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Basta disinformazione e terrorismo mediatico: partecipa alle iniziative in programma

Prosegue senza sosta il terrorismo psicologico da parte dei mass media italiani: si continua a dare incredibile risalto a notizie (spesso strumentalizzate e distorte) con il solo scopo di creare apprensione nei cittadini, giustificando così qualsiasi limitazione delle libertà fondamentali imposte dal governo. Allo stesso tempo si omette di raccontare qualsiasi fatto che possa rappresentare un miglioramento della situazione, nonché alternative efficaci a quelle imposte dalle istituzioni per affrontare l’emergenza sanitaria emersa nell’ultimo anno. Chiunque provi a portare all’attenzione punti di vista diversi dal pensiero unico delle autorità (anche attraverso testimonianze dirette, numeri alla mano e fatti concreti), viene schernito, isolato, radiato, censurato e bullizzato.

Tutto questo deve finire!

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Addio Fausto Gresini: le fake news dei media sulla morte del campione

“La notizia che non avremmo mai voluto darvi e che siamo costretti a scrivere. Dopo due mesi di lotta al covid, Fausto Gresini ci lascia con 60 anni appena compiuti, Ciao Fausto”.

L’ex pilota Fausto Gresini, manager della scuderia di moto che porta il suo nome, si è spento questa mattina alle 10.02 dopo una battaglia di due mesi contro il Covid.

La notizia della morte è stata diffusa dal suo team su Twitter.

A piangere pubblicamente la sua scomparsa il figlio Lorenzo:

“Il nostro campione ci ha lasciati per sempre oggi alle 10.02 – ha scritto sui social Lorenzo, il figlio di Gresini -, ha lottato fino alla fine, è nato per vincere e stava vincendo di nuovo, stava migliorando, quando una emorragia cerebrale ce lo ha strappato via. Ciao Ba’! Così ti chiamavo e ti chiamerò per sempre, lasci un vuoto incolmabile e vivrai per sempre dentro tutte le persone che ti vogliono bene. Noi ti amiamo immensamente, ti portiamo e ti porteremo nel cuore tutti i giorni”.

Nella serata di ieri era circolata la notizia falsa della morte del pilota sulle agenzie di stampa e le testate on line, prontamente smentite dal team Gresini e dal figlio Lorenzo.

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Il «New York Times» invita a non usare il pensiero critico per non cadere vittima della disinformazione on line

“Non scendete nella tana del coniglio.

Il pensiero critico, come ci hanno insegnato a esercitarlo, non aiuta nella lotta contro la disinformazione”.

È questa la traduzione del titolo di un articolo pubblicato da «New York Times» a firma di Charlie Warzel.

Nel lungo editoriale viene citato il lavoro dell’accademico Michael Caulfield che invita il pubblico, per difendersi dalla disinformazione on line a smetterla «di pensare troppo a ciò che vedi online».

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