Archivia 30 Aprile 2021

Covid-19: il “New York Post” utilizza una vecchia immagine per sostenere che in India le persone muoiono in strada

In questi giorni in cui la situazione indiana ha monopolizzato l’informazione mainstream, i media sembrano aver deciso di strumentalizzare la tragedia per esacerbare il clima di paura, diffondendo inesattezze e perfino fake news.

Il New York Post in un articolo pubblicato sul suo sito web a cura di Jackie Salo il 26 aprile ha utilizzato un’immagine vecchia e fuorviante  Il titolo era titolo emblematico: “Il Covid divora la gente in India, le foto mostrano gente morta per le strade”.

Facendo riferimento a una fotografia in cui si vede una donna sdraiata priva di sensi sulla strada, con un’altra donna, presumibilmente sua figlia che cerca di svegliarla tirandola a sé, la testata ha scritto che le persone in India cadono “morte” per le strade a causa del Covid.

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Focolaio nei campus fiorentini: “Nessuna festa di laurea”, gli studenti smentiscono la ricostruzione dei media

«Salve a tutti, sono uno studente della residenza Val di Rose di Sesto Fiorentino. In residenza non c’è stata nessuna festa nelle date indicate poiché eravamo già tutti in quarantena. Non capisco che bisogno c’è di diffondere notizie false e diffamatorie, senza essere a conoscenza della situazione reale». fonte

«Noi della residenza Val di Rose siamo sorvegliati 24h su 24 da portieri e videocamera, in più aggiungo che in quelle date eravamo già in quarantena. Prima di lanciare accuse infondate, accertatevi della realtà dei fatti. Ci stiamo mobilitando per far conoscere la verità, purtroppo sulla vostra professionalità invece dubito si possa far qualcosa».

fonte

«Oggi la residenza in cui sono alloggiata, che purtroppo si trova in quarantena già da più di una settimana per un focolaio, si è ritrovata citata in un articolo le cui informazioni sono assolutamente INESATTE. Abbiamo fatto sentire la nostra voce ed il risultato è stato solo un intervento, inserito a fine pagina, dell’azienda regionale del diritto allo studio che spiega la situazione attuale, senza però che la testata giornalistica mettesse in evidenza l’aggiornamento apportato all’articolo». fonte

Questi sono solo alcuni brevi stralci dei commenti degli studenti fiorentini che hanno deciso di affidare a Facebook il loro sfogo per smentire le ricostruzioni che sono state diffuse in questi giorni dai media in merito alla notizia di due distinti focolai di Covid-19 presso il campus universitario CampusX di Viale Morgagni e presso la struttura Val di Rose di Sesto Fiorentino.

La ricostruzione diffusa da La Nazione sarebbe, secondo i ragazzi, inesatta.

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Basta terrorismo mediatico: campagna affissioni a Belluno

Da alcuni giorni, in vari comuni del Bellunese, sono apparsi dei manifesti e una vela molto particolari, impossibili da non notare. Di norma tali spazi sono dedicati ad annunci e promozioni commerciali, ma in questo caso si tratta di qualcosa di diverso.
La scritta infatti che appare a caratteri cubitali è la seguente: “BASTA DISINFORMAZIONE. BASTA TERRORISMO MEDIATICO.”

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Politica e media contro la protesta No Tav

Le manifestazioni di opposizione alla costruzione del Tav in Val di Susa non si fermano, sebbene i governi che si sono succeduti nei decenni abbiano stabilito che non sia possibile un confronto tra le parti. Non importa, perché i valligiani si oppongono da 30 anni alla costruzione della linea ad alta capacità e non intendono retrocedere nemmeno dinanzi alla repressione degli ultimi giorni.

La mobilitazione contro la costruzione della linea ad alta velocità non prosegue infatti per mero principio o antagonismo, ma per la difesa di un territorio. Solo chi ha avuto modo di conoscere da vicino i militanti sa che si tratta di una comunità che ha consolidato un movimento di resistenza popolare. Il Movimento No TAV costituisce di fatto un modello di aggregazione popolare e organizzazione dal basso che altri movimenti sociali sul territorio hanno adottato negli anni: dal No Muos al No TAP e molti altri.

Perché il motto storico dei No Tav che risuona nella valle e che ha ispirato molti altri militanti è: A sarà düra! Un grido di orgoglio e di amore incondizionato per la propria terra.

La convinzione del movimento No Tav è, infatti, che il supertreno si possa ancora fermare, nonostante nei decenni la loro voce sia stata spesso spezzata, impedendo di risuonare dalla Valle al resto del Paese.

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Fake news su sospensione per operatori che rifiutano il vaccino: depositato esposto disciplinare

Come avevamo ricostruito in questo articolo, il 23 marzo 2021 i principali organi di informazione (da Ansa a La Stampa ecc) avevano riportato una notizia imprecisa e falsa in merito all’ordinanza del Tribunale di Belluno sulla sospensione di 10 operatori sanitari di una RSA che avevano rifiutato la vaccinazione anti Covid-19.

L’idea che i media avevano diffuso e che è rimbalzata sui social network che hanno condiviso la notizia rendendola virale è che ci sia stata una “sentenza storica contro i no vax” e che questa abbia confermato che sia giusto e possibile sospendere dal lavoro e sospendere conseguentemente lo stipendio a chi rifiuta il vaccino. Diverse testate hanno infatti voluto rimarcare la questione della sospensione dello stipendio ai dieci operatori sanitari.

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