Addio Fausto Gresini: le fake news dei media sulla morte del campione

“La notizia che non avremmo mai voluto darvi e che siamo costretti a scrivere. Dopo due mesi di lotta al covid, Fausto Gresini ci lascia con 60 anni appena compiuti, Ciao Fausto”.

L’ex pilota Fausto Gresini, manager della scuderia di moto che porta il suo nome, si è spento questa mattina alle 10.02 dopo una battaglia di due mesi contro il Covid.

La notizia della morte è stata diffusa dal suo team su Twitter.

A piangere pubblicamente la sua scomparsa il figlio Lorenzo:

“Il nostro campione ci ha lasciati per sempre oggi alle 10.02 – ha scritto sui social Lorenzo, il figlio di Gresini -, ha lottato fino alla fine, è nato per vincere e stava vincendo di nuovo, stava migliorando, quando una emorragia cerebrale ce lo ha strappato via. Ciao Ba’! Così ti chiamavo e ti chiamerò per sempre, lasci un vuoto incolmabile e vivrai per sempre dentro tutte le persone che ti vogliono bene. Noi ti amiamo immensamente, ti portiamo e ti porteremo nel cuore tutti i giorni”.

Nella serata di ieri era circolata la notizia falsa della morte del pilota sulle agenzie di stampa e le testate on line, prontamente smentite dal team Gresini e dal figlio Lorenzo.

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Il «New York Times» invita a non usare il pensiero critico per non cadere vittima della disinformazione on line

“Non scendete nella tana del coniglio.

Il pensiero critico, come ci hanno insegnato a esercitarlo, non aiuta nella lotta contro la disinformazione”.

È questa la traduzione del titolo di un articolo pubblicato da «New York Times» a firma di Charlie Warzel.

Nel lungo editoriale viene citato il lavoro dell’accademico Michael Caulfield che invita il pubblico, per difendersi dalla disinformazione on line a smetterla «di pensare troppo a ciò che vedi online».

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La bufala della reggia di Putin e la regia statunitense dietro l’oppositore russo Navalny

«Ora, non sarà più un segreto, sono io il proprietario. Era un immobile piuttosto delicato, c’erano molti creditori, sono riuscito a diventarne il proprietario. Il posto è stupendo.»

Con questa dichiarazione sul canale Mash di Telegram, l’imprenditore russo Arkady Rotenberg – comproprietario del gruppo Strojgazmontaž, la più grande società di costruzioni di gasdotti e linee elettriche in Russia – ha rivendicato la proprietà della reggia vicino alla località turistica di Gelendzhik sul Mar Nero, pubblicizzata nei giorni scorsi da un video inchiesta del blogger Alexey Navalny e accreditata a Putin.

Con queste parole si sbriciola l’ennesima bufala su Putin (come testimoniato su L’Antidiplomatico) che, nonostante tutto, continua a campeggiare su Repubblica e su tanti altri media italiani.

L’inchiesta aveva definito la reggia attribuita a Putin come «il palazzo più costoso del mondo» e aveva stimato che fosse costato 1,1 miliardi di euro e che fosse stato finanziato almeno in parte con fondi illeciti (vedi il video).

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Vaccini: Gb, aiuteremo l’UE. Eppure per i media la Brexit avrebbe portato alla carenza di cibo e medicine

«I supermercati in Cornovaglia e Scozia finiranno il cibo entro un paio di giorni e gli ospedali esauriranno i medicinali entro due settimane».

Così scrivevano i media internazionali riprendendo quanto pubblicato dal Sunday Times che, citando una fonte anonima, delineava tre scenari da Apocalisse messi a punto da Londra nel caso in cui il Regno Unito fosse uscito dall’UE senza un accordo.

Il giornale riportava infatti che il Paese avrebbe sofferto in particolare una carenza di medicine, di carburante e di cibo.

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Scanzi e la foto vecchia spacciata per recente: propaganda e comunicazione emotiva

«Tutta la crisi devastante che stiamo vivendo racchiusa in una sola foto.

I manichini, al caldo, vestiti di lusso. Gli esseri umani, al gelo, senza niente.

Racconta sin troppo bene il nostro presente. Una sorta di apocalisse al rallentatore.

(E dentro questa tragedia c’è gente che apre crisi politiche del tutto prive di logica. Vergogna!)».

Questo il testo del post condiviso da Andrea Scanzi il 24 gennaio 2021 sulla sua pagina Facebook ufficiale a commento di una foto che ritrae un senzatetto che dorme sotto i portici di una città davanti a una vetrina di un negozio di Prada. L’immagine è stata fatta passare per attuale ed è stata strumentalizzata per criticare chi ha tentato di innescare la crisi di governo.

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