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Il «New York Times» invita a non usare il pensiero critico per non cadere vittima della disinformazione on line

“Non scendete nella tana del coniglio.

Il pensiero critico, come ci hanno insegnato a esercitarlo, non aiuta nella lotta contro la disinformazione”.

È questa la traduzione del titolo di un articolo pubblicato da «New York Times» a firma di Charlie Warzel.

Nel lungo editoriale viene citato il lavoro dell’accademico Michael Caulfield che invita il pubblico, per difendersi dalla disinformazione on line a smetterla «di pensare troppo a ciò che vedi online».

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Fake news: quando sono reato? Gli aspetti legali della disinformazione sul web

Da anni si cerca di adottare un disegno di legge per normare il web per il problema della disinformazione e del cyberbullismo.

Sebbene non esista ancora una disciplina organica sulle bufale del web, esistono comunque aspetti legali e penali legati alla diffusione di bufale nel caso queste costituiscano un reato, come per esempio Diffamazione e Procurato allarme.

Non solo i creatori delle fake news ma anche chi condivide il messaggio può subire gravi conseguenze penali.

Vediamo quali sono i principali reati e gli illeciti che è possibile commettere creando e condividendo notizie false.

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La bufala della reggia di Putin e la regia statunitense dietro l’oppositore russo Navalny

«Ora, non sarà più un segreto, sono io il proprietario. Era un immobile piuttosto delicato, c’erano molti creditori, sono riuscito a diventarne il proprietario. Il posto è stupendo.»

Con questa dichiarazione sul canale Mash di Telegram, l’imprenditore russo Arkady Rotenberg – comproprietario del gruppo Strojgazmontaž, la più grande società di costruzioni di gasdotti e linee elettriche in Russia – ha rivendicato la proprietà della reggia vicino alla località turistica di Gelendzhik sul Mar Nero, pubblicizzata nei giorni scorsi da un video inchiesta del blogger Alexey Navalny e accreditata a Putin.

Con queste parole si sbriciola l’ennesima bufala su Putin (come testimoniato su L’Antidiplomatico) che, nonostante tutto, continua a campeggiare su Repubblica e su tanti altri media italiani.

L’inchiesta aveva definito la reggia attribuita a Putin come «il palazzo più costoso del mondo» e aveva stimato che fosse costato 1,1 miliardi di euro e che fosse stato finanziato almeno in parte con fondi illeciti (vedi il video).

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Gasdotto TAP: i mass media stanno raccontando la verità?

La storia del gasdotto Tap (il Trans Adriatic Pipeline, è la parte finale di un gasdotto di quasi quattromila chilometri che parte dall’Azerbaijan, il cui costo preventivato è di 45 miliardi) è costellata di polemiche, anche politiche, e dalla ferma opposizione di un tenace comitato di cittadini che da sempre si è opposto alla realizzazione dell’infrastruttura, talvolta arrivando anche allo scontro con le forze dell’ordine.

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Vaccini: Gb, aiuteremo l’UE. Eppure per i media la Brexit avrebbe portato alla carenza di cibo e medicine

«I supermercati in Cornovaglia e Scozia finiranno il cibo entro un paio di giorni e gli ospedali esauriranno i medicinali entro due settimane».

Così scrivevano i media internazionali riprendendo quanto pubblicato dal Sunday Times che, citando una fonte anonima, delineava tre scenari da Apocalisse messi a punto da Londra nel caso in cui il Regno Unito fosse uscito dall’UE senza un accordo.

Il giornale riportava infatti che il Paese avrebbe sofferto in particolare una carenza di medicine, di carburante e di cibo.

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