Mentana “incendiario”: la gaffe dei professionisti dell’informazione

“Ecco qui vediamo veramente personaggi…” esordisce Enrico Mentana mandando in onda le immagini in cui si vedono persone che saltano su delle automobili e un uomo che spara con il lanciafiamme.

“Questo non mi sembra si riferisca… probabilmente è nei sobborghi”, azzarda l’ospite in studio, Gerardo Greco.

“Sì sì, è live footage… sono immagini che dobbiamo verificare”, nicchia il direttore del Tg La7.

La notizia della “gaffe” di Enrico Mentana e Gerardo Greco durante l’edizione straordinaria di ieri sera su La 7 in merito all’assalto di Capitol Hill ha fatto il giro del web: a rilanciare la notizia dello scivolone non sono stati solo youtuber come Social Tv o Luca Donadel ma anche media nazionali, dal Fatto Quotidiano a Rolling Stone, dal Riformista al Giornale.

La regia ha mandato in onda le immagini di un film (commedia), Project X, diretto da Nima Nourizadeh e girato in finto stile documentario in cui si vede un uomo con un lanciafiamme incendiare auto in sosta. Scambiate per un video in diretta diffuso su Twitter, i due giornalisti hanno inizialmente commentato ciò che veniva trasmesso, salvo poi avanzare qualche dubbio e ipotizzare che si trattassero di scene di violenza che si stavano consumando nei “sobborghi” di altre città americane. Insomma, nessuno dei due ha capito che le immagini montate erano tratte non da qualche video in diretta su Twitter ma da una pellicola americana. Leggi tutto

Dpcm Conte: per il Tribunale di Roma sono illegittimi? Facciamo chiarezza (mentre i giornali ignorano la notizia)

I Dpcm di Conte? Sono «viziati da molteplici profili di illegittimità».

Lo spiega, nero su bianco, il Tribunale di Roma in una ordinanza di una causa civile del 16 dicembre scorso riguardo un contenzioso in cui è finito un esercizio commerciale da sfrattare per morosità, causa mancato pagamento canoni vista la chiusura imposta dai divieti nell’ambito dell’emergenza sanitaria (causa civile nrg 45986/2020).

Il giudice è arrivato alla conclusione che i Dpcm «siano viziati da violazioni per difetto di motivazione» e «da molteplici profili di illegittimità» e come tali risultano essere “caducabili“, ossia non producono effetti concreti dal punto di vista giurisprudenziale.

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Svezia: le parole del re e il terrorismo dei media per il mancato lockdown

Negli ultimi mesi assistiamo alla denigrazione capillare e costante dell’unico Paese che non ha adottato il lockdown, con la conseguente e capillare limitazione dei diritti civili e la distruzione delle economie: la Svezia. Ne è scaturito un atteggiamento di diffidenza mediatico nei confronti del modello svedese con una conseguente descrizione di un Paese che, pentito, avrebbe ripensato il suo modello, alla luce di dati che darebbero torto alla strategia adottata.

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Torna l’allarme sull’ameba “mangia cervelli”: sensazionalismo mediatico a caccia di click

Torna l’allarme sulla famigerata “ameba mangia-cervelli”, la Naegleria fowleri, di cui abbiamo parlato in questo articolo.

Secondo uno studio dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC), il numero di casi delle infezioni che si verificano ogni anno è rimasto invariato, ma la gamma geografica di questi casi si è spostata verso nord.

E allora perché dedicarvi attenzione e pubblicare articoli volti a terrorizzare l’opinione pubblica?

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Il Grande Reset non è l’ennesima teoria del complotto ma un piano dell’Agenda globale

Da più parti i media mainstream e i debunkers si sono coalizzati per cercare di liquidare come una bufala e come l’ennesima farneticazione cospirazionista il piano del Grande Reset (leggi articolo). L’idea che si sta cercando di far passare è che in “complottisti” abbiano volutamente distorto la teoria del Great Reset, «sostenendo che essa miri a una “dittatura sanitaria” gestita da Bill Gates e dalla Cina, per imporre la vaccinazione forzata» (leggi articolo) e che più in generale si tratti di deliri riguardanti i “poteri forti” (pensiamo allo sfottò che Huffington Post ha dedicato alla lettera dell’ex nunzio apostolico negli Stati Uniti Carlo Maria Viganò a Trump).

Se da un lato si tenta di ridicolizzare la tematica, dall’altro la si fa passare gradualmente come un’occasione per “trasformare” in senso positivo la nostra società.

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