Niente stipendio agli infermieri che non si vaccinano? Falso, ecco la ricostruzione dell’ordinanza del Tribunale di Belluno

A partire dalla giornata di ieri, 23 marzo 2021, tutti i principali organi di informazione (elenco di seguito) hanno riportato una notizia in merito all’ordinanza del Tribunale di Belluno sulla sospensione di 10 operatori sanitari – di cui 2 infermieri – di una RSA che avevano rifiutato la vaccinazione anti Covid-19.

L’idea che è circolata è che ci sia stata una “sentenza storica contro i no vax” e che questa abbia confermato che sia giusto e possibile sospendere dal lavoro e sospendere conseguentemente lo stipendio a chi rifiuta il vaccino.

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Vaccino Astrazeneca: casi avversi, smascherate le fake news del TG7 e del TG1

“In base alle prove disponibili e dopo giorni di analisi approfondita dei risultati di laboratorio, rapporti medici, rapporti autoptici e altre informazioni dai test clinici, non possiamo ancora escludere in modo definitivo un collegamento tra questi casi e il vaccino”.

Così la direttrice di Ema Emer Cooke ha spiegato in conferenza stampa il 18 marzo, riguardo agli eventi avversi segnalati dopo la vaccinazione con AstraZeneca, che non è ancora possibile, al momento, “escludere in modo definitivo un collegamento” con i rari casi tromboembolici e che perciò “occorre avvertire di queste possibilità”.

La notizia è stata anche riporta correttamente dall’Ansa ma diverse testate, quotidiani e TV hanno distorto il senso delle dichiarazioni di Cooke, diffondendo la notizia che invece non vi sarebbero prove di legame con i casi di trombosi (per esempio questo articolo de Il sole24ore che titola: “Ema su Astrazeneca: nessuna prova di legame con casi di trombosi”).

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Addio Fausto Gresini: le fake news dei media sulla morte del campione

“La notizia che non avremmo mai voluto darvi e che siamo costretti a scrivere. Dopo due mesi di lotta al covid, Fausto Gresini ci lascia con 60 anni appena compiuti, Ciao Fausto”.

L’ex pilota Fausto Gresini, manager della scuderia di moto che porta il suo nome, si è spento questa mattina alle 10.02 dopo una battaglia di due mesi contro il Covid.

La notizia della morte è stata diffusa dal suo team su Twitter.

A piangere pubblicamente la sua scomparsa il figlio Lorenzo:

“Il nostro campione ci ha lasciati per sempre oggi alle 10.02 – ha scritto sui social Lorenzo, il figlio di Gresini -, ha lottato fino alla fine, è nato per vincere e stava vincendo di nuovo, stava migliorando, quando una emorragia cerebrale ce lo ha strappato via. Ciao Ba’! Così ti chiamavo e ti chiamerò per sempre, lasci un vuoto incolmabile e vivrai per sempre dentro tutte le persone che ti vogliono bene. Noi ti amiamo immensamente, ti portiamo e ti porteremo nel cuore tutti i giorni”.

Nella serata di ieri era circolata la notizia falsa della morte del pilota sulle agenzie di stampa e le testate on line, prontamente smentite dal team Gresini e dal figlio Lorenzo.

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La bufala della reggia di Putin e la regia statunitense dietro l’oppositore russo Navalny

«Ora, non sarà più un segreto, sono io il proprietario. Era un immobile piuttosto delicato, c’erano molti creditori, sono riuscito a diventarne il proprietario. Il posto è stupendo.»

Con questa dichiarazione sul canale Mash di Telegram, l’imprenditore russo Arkady Rotenberg – comproprietario del gruppo Strojgazmontaž, la più grande società di costruzioni di gasdotti e linee elettriche in Russia – ha rivendicato la proprietà della reggia vicino alla località turistica di Gelendzhik sul Mar Nero, pubblicizzata nei giorni scorsi da un video inchiesta del blogger Alexey Navalny e accreditata a Putin.

Con queste parole si sbriciola l’ennesima bufala su Putin (come testimoniato su L’Antidiplomatico) che, nonostante tutto, continua a campeggiare su Repubblica e su tanti altri media italiani.

L’inchiesta aveva definito la reggia attribuita a Putin come «il palazzo più costoso del mondo» e aveva stimato che fosse costato 1,1 miliardi di euro e che fosse stato finanziato almeno in parte con fondi illeciti (vedi il video).

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Vaccini: Gb, aiuteremo l’UE. Eppure per i media la Brexit avrebbe portato alla carenza di cibo e medicine

«I supermercati in Cornovaglia e Scozia finiranno il cibo entro un paio di giorni e gli ospedali esauriranno i medicinali entro due settimane».

Così scrivevano i media internazionali riprendendo quanto pubblicato dal Sunday Times che, citando una fonte anonima, delineava tre scenari da Apocalisse messi a punto da Londra nel caso in cui il Regno Unito fosse uscito dall’UE senza un accordo.

Il giornale riportava infatti che il Paese avrebbe sofferto in particolare una carenza di medicine, di carburante e di cibo.

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