Risposta ai “deliri” di Butac contro di noi

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In un articolo del 3 maggio 2021, Butac si occupa ancora una volta di noi e ci accusa di fare “debunking a senso unico”.

Partendo dal nostro articolo Covid-19: il “New York Post” utilizza una vecchia immagine per sostenere che in India le persone muoiono in strada del 30 aprile scorso, si stravolge completamente il senso del pezzo insinuando che l’obiettivo dell’analisi di Enrica Perucchietti sia minimizzare la situazione pandemica in India, «dando a intendere che tutto quanto circoli sul tema sia falso o manipolato».

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Brexit: dalla regina in fuga al crollo della sterlina, le fake news dei mass media

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Altro che isolamento, crollo dell’economia e sterlina in caduta libera in seguito alla Brexit. Goldman Sachs, in una nota alla clientela, ha rivelato che il Pil del Regno Unito quest’anno crescerà di un “sorprendente” +7,8%, persino di più che negli Stati Uniti. Il FMI ha inoltre previsto che la Gran Bretagna, la quinta economia mondiale, nel 2021 cresca del 5,3%.

I dati sono stati ripresi da AGI nell’articolo del 26 aprile: La Gran Bretagna di Johnson crescerà più dell’America di Biden. Una nota di Goldman Sachs annuncia per il 2021 una “sorprendente” crescita del Regno Unito”.

Anche gli economisti dell’Item Club, l’autorevole gruppo indipendente di ricercatori sponsorizzato da EY, nelle previsioni di primavera hanno alzato al +6,8% le stime di crescita dell’economia britannica per il 2021, con una significativa accelerazione rispetto al +5% indicato a gennaio.

Venerdì 23 aprile l’indice PMI pubblicato da Ihs Markit – che si basa sulle aspettative dei responsabili degli acquisti ed è un ottimo termometro delle prospettive dell’economia – per il Regno Unito è balzato da 56,4 a 60 punti. È il livello più alto dal novembre del 2013.

Queste previsioni sull’economia britannica smentiscono una volta per tutte le bufale che negli ultimi anni sono state scritte e dette sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione europea.

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Siti di debunking: chi sono davvero i cacciatori di bufale, chi li finanzia e quali tecniche utilizzano

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I cacciatori di bufale, fact checkers e debunkers, sono davvero indipendenti?

Negli ultimi anni debunkers e fact checkers si sono ritagliati un ruolo di primo piano nella lotta al contrasto delle fake news, finendo per collaborare con movimenti, partiti, esponenti politici e giornalisti ed entrando persino nelle task force atte allo smascheramento della disinformazione on line. In questo modo si è creata una mitologia e una liturgia su queste figure, facendole assurgere all’Olimpo dei professionisti dell’informazione.

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Vaccino Astrazeneca: casi avversi, smascherate le fake news del TG7 e del TG1

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“In base alle prove disponibili e dopo giorni di analisi approfondita dei risultati di laboratorio, rapporti medici, rapporti autoptici e altre informazioni dai test clinici, non possiamo ancora escludere in modo definitivo un collegamento tra questi casi e il vaccino”.

Così la direttrice di Ema Emer Cooke ha spiegato in conferenza stampa il 18 marzo, riguardo agli eventi avversi segnalati dopo la vaccinazione con AstraZeneca, che non è ancora possibile, al momento, “escludere in modo definitivo un collegamento” con i rari casi tromboembolici e che perciò “occorre avvertire di queste possibilità”.

La notizia è stata anche riporta correttamente dall’Ansa ma diverse testate, quotidiani e TV hanno distorto il senso delle dichiarazioni di Cooke, diffondendo la notizia che invece non vi sarebbero prove di legame con i casi di trombosi (per esempio questo articolo de Il sole24ore che titola: “Ema su Astrazeneca: nessuna prova di legame con casi di trombosi”).

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Campagna #bastaterrorismomediatico

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Oggi pomeriggio, sabato 6 Marzo 2021, davanti alle sedi di TV e giornali nazionali in diversi capoluoghi italiani, andranno in scena dei flashmob organizzati da NoBufale.it per dire “Basta alla disinformazione e al terrorismo mediatico“.

Le iniziative si svolgeranno nel pieno rispetto delle normative vigenti. La nostra è una protesta pacifica, civile e democratica.

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