Il Grande Reset non è l’ennesima teoria del complotto ma un piano dell’Agenda globale

Da più parti i media mainstream e i debunkers si sono coalizzati per cercare di liquidare come una bufala e come l’ennesima farneticazione cospirazionista il piano del Grande Reset (leggi articolo). L’idea che si sta cercando di far passare è che in “complottisti” abbiano volutamente distorto la teoria del Great Reset, «sostenendo che essa miri a una “dittatura sanitaria” gestita da Bill Gates e dalla Cina, per imporre la vaccinazione forzata» (leggi articolo) e che più in generale si tratti di deliri riguardanti i “poteri forti” (pensiamo allo sfottò che Huffington Post ha dedicato alla lettera dell’ex nunzio apostolico negli Stati Uniti Carlo Maria Viganò a Trump).

Se da un lato si tenta di ridicolizzare la tematica, dall’altro la si fa passare gradualmente come un’occasione per “trasformare” in senso positivo la nostra società.

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Propaganda, censura e debunking: come il Potere manipola e orienta l’opinione pubblica

Il controllo totale della società

Negli ultimi mesi si è parlato molto 1984, a riguardo delle derive sociali che sono state adottate anche nel nostro Paese sull’ondata dell’emergenza sanitaria e che hanno spinto diversi giornalisti e ricercatori a un parallelo con la società distopica immaginata da George Orwell.

Tra i punti in comune tra l’attualità e 1984 troviamo: una politica basata sulla paura, l’odio, la solitudine e il sospetto, la delazione e la creazione di task force e di una Commissione parlamentare sulle fake news che riecheggiano l’operato del Ministero della Verità orwelliano (Miniver in neolingua).

Nella società descritta da Orwell, infatti, il controllo è totale in quanto i colleghi del protagonista, Winston Smith, che lavorano presso il Miniver, si occupano di falsificare la storia seguendo l’adagio del Partito,

«Chi controlla il passato […] controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato».

 

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