Basta disinformazione e terrorismo mediatico: partecipa alle iniziative in programma

Prosegue senza sosta il terrorismo psicologico da parte dei mass media italiani: si continua a dare incredibile risalto a notizie (spesso strumentalizzate e distorte) con il solo scopo di creare apprensione nei cittadini, giustificando così qualsiasi limitazione delle libertà fondamentali imposte dal governo. Allo stesso tempo si omette di raccontare qualsiasi fatto che possa rappresentare un miglioramento della situazione, nonché alternative efficaci a quelle imposte dalle istituzioni per affrontare l’emergenza sanitaria emersa nell’ultimo anno. Chiunque provi a portare all’attenzione punti di vista diversi dal pensiero unico delle autorità (anche attraverso testimonianze dirette, numeri alla mano e fatti concreti), viene schernito, isolato, radiato, censurato e bullizzato.

Tutto questo deve finire!

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Il «New York Times» invita a non usare il pensiero critico per non cadere vittima della disinformazione on line

“Non scendete nella tana del coniglio.

Il pensiero critico, come ci hanno insegnato a esercitarlo, non aiuta nella lotta contro la disinformazione”.

È questa la traduzione del titolo di un articolo pubblicato da «New York Times» a firma di Charlie Warzel.

Nel lungo editoriale viene citato il lavoro dell’accademico Michael Caulfield che invita il pubblico, per difendersi dalla disinformazione on line a smetterla «di pensare troppo a ciò che vedi online».

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Fake news: quando sono reato? Gli aspetti legali della disinformazione sul web

Da anni si cerca di adottare un disegno di legge per normare il web per il problema della disinformazione e del cyberbullismo.

Sebbene non esista ancora una disciplina organica sulle bufale del web, esistono comunque aspetti legali e penali legati alla diffusione di bufale nel caso queste costituiscano un reato, come per esempio Diffamazione e Procurato allarme.

Non solo i creatori delle fake news ma anche chi condivide il messaggio può subire gravi conseguenze penali.

Vediamo quali sono i principali reati e gli illeciti che è possibile commettere creando e condividendo notizie false.

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Covid-19: studio dimostra calo morti con vitamina D, per i media di massa era “pseudoscienza”

La vitamina D diminuisce il numero di decessi per Covid-19 in pazienti con comorbidità (ossia con la coesistenza di più patologie diverse) e in particolare migliora il decorso della malattia diminuendo i trasferimenti in terapia intensiva per chi è colpito dal virus Sars-CoV-2 (leggi articolo).

A stabilirlo sono i risultati del primo studio italiano pubblicato su “Nutrients” coordinato dall’Università di Padova. Il team di ricercatori, che vede coinvolte le Università di Parma, di Verona e gli Istituti di Ricerca Cnr di Reggio Calabria e Pisa, guidato dal professor Sandro Giannini dell’Università di Padova ha evidenziato scientificamente l’effettivo ruolo della vitamina D sui malati di Covid-19.

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La bufala del giorno: nuovi contagi a Cremona. Figuraccia di Corriere e Repubblica

Notizia in prima pagina: Lo sfogo dell’infermiere di Cremona: “Ci risiamo: nuovi pazienti Covid, il virus infetta ancora”
Questa la notizia ripresa da tutti i più importanti siti web italiani di quotidiani, radio e televisioni. Notizia basata sul post Facebook di un infermiere, post rimosso e smentito dall’Azienda Sanitaria competente. Guardare per credere.
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