Propaganda o informazione? Il Decreto Rilancio “premia” le emittenti che trasmetteranno spot sull’emergenza sanitaria

Politics Journalism

Nutrire i giornalisti di notizie preconfezionate

Esiste una regola aurea dell’ingegneria sociale che insegna a nutrire i giornalisti di notizie preconfezionate: l’inondazione di informazioni serve, da una lato, a distrarre i giornalisti da notizie che potrebbero risultare scottanti, dall’altro ad abituarli a dipendere o addirittura a sottostare a certe dinamiche e a specifiche linee editoriali.

Ogni redazione giornalistica fa infatti ricorso alle notizie preconfezionate, in misura più o meno importante a seconda del proprio numero di collaboratori e del tempo a disposizione da dedicare alla ricerca di informazioni. Dalle redazioni locali in poi, sono sempre più numerosi i giornalisti che, per mancanza di tempo e non necessariamente con malizia, utilizzano del materiale “preconfezionato” per loro da spin doctors  o da uffici stampa (pensiamo alle cartelle stampa che vengono copiate come se fossero agenzie di stampa), utilizzando persino materiale audio-video già montato. Anche per questo motivo, le notizie che leggiamo o ascoltiamo sono quasi sempre le stesse e trattate in modo simile (soprattutto in TV).

Il linguista George Lakoff ha spiegato dalle colonne del «Guardian» come gli esperti di marketing e i pubblicitari conoscano bene questi meccanismi nel campo della comunicazione, mentre la maggior parte dei giornalisti non sa come distinguere né affrontare i tentativi di manipolazione.

 

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Denuncia al Gazzettino di Belluno per procurato allarme

Denuncia Gazzettino Allarme Covid

Il 14 ottobre scorso «Il Gazzettino» di Belluno pubblicava un articolo (disponibile anche sul sito della testata giornalistica www.ilgazzettinodibelluno.it), dal titolo allarmistico: “Coronavirus: Belluno la provincia più pericolosa d’Italia”.

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Le fake news per demonizzare i giovani e mantenere un clima di paura

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Il falso allarme di Lopalco

Pierluigi Lopalco, l’epidemiologo capo della task force in Puglia,  il 14 agosto 2020 in un’intervista all’Ansa, aveva lanciato l’allarme riguardo al ricovero di cinque ragazzi di età compresa tra i 20 e i 30 anni in “condizioni severe”:

«Hanno delle polmoniti provocate dal Covid-19 e per questo è stato necessario il ricovero»

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La catena fake sul lockdown previsto per il 2 novembre

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Da alcune ore gira su Facebook e Whatsapp una catena (sotto trovate lo screenshot e noterete che il testo è tutto in maiuscolo) che sostiene che, grazie a «2 fonti certissime di cui abbiamo incrociato i dati» (che però non vengono rivelate), il presidente del Consiglio Giuseppe Conte avrebbe ricevuto un «ordine di lockdown per il 2 novembre» e che «nel cassetto ha già il programma per ben 3 lockdown con date ben definite».
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