Il «New York Times» invita a non usare il pensiero critico per non cadere vittima della disinformazione on line

“Non scendete nella tana del coniglio.

Il pensiero critico, come ci hanno insegnato a esercitarlo, non aiuta nella lotta contro la disinformazione”.

È questa la traduzione del titolo di un articolo pubblicato da «New York Times» a firma di Charlie Warzel.

Nel lungo editoriale viene citato il lavoro dell’accademico Michael Caulfield che invita il pubblico, per difendersi dalla disinformazione on line a smetterla «di pensare troppo a ciò che vedi online».

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Mentana “incendiario”: la gaffe dei professionisti dell’informazione

“Ecco qui vediamo veramente personaggi…” esordisce Enrico Mentana mandando in onda le immagini in cui si vedono persone che saltano su delle automobili e un uomo che spara con il lanciafiamme.

“Questo non mi sembra si riferisca… probabilmente è nei sobborghi”, azzarda l’ospite in studio, Gerardo Greco.

“Sì sì, è live footage… sono immagini che dobbiamo verificare”, nicchia il direttore del Tg La7.

La notizia della “gaffe” di Enrico Mentana e Gerardo Greco durante l’edizione straordinaria di ieri sera su La 7 in merito all’assalto di Capitol Hill ha fatto il giro del web: a rilanciare la notizia dello scivolone non sono stati solo youtuber come Social Tv o Luca Donadel ma anche media nazionali, dal Fatto Quotidiano a Rolling Stone, dal Riformista al Giornale.

La regia ha mandato in onda le immagini di un film (commedia), Project X, diretto da Nima Nourizadeh e girato in finto stile documentario in cui si vede un uomo con un lanciafiamme incendiare auto in sosta. Scambiate per un video in diretta diffuso su Twitter, i due giornalisti hanno inizialmente commentato ciò che veniva trasmesso, salvo poi avanzare qualche dubbio e ipotizzare che si trattassero di scene di violenza che si stavano consumando nei “sobborghi” di altre città americane. Insomma, nessuno dei due ha capito che le immagini montate erano tratte non da qualche video in diretta su Twitter ma da una pellicola americana. Leggi tutto

Propaganda o informazione? Il Decreto Rilancio “premia” le emittenti che trasmetteranno spot sull’emergenza sanitaria

Nutrire i giornalisti di notizie preconfezionate

Esiste una regola aurea dell’ingegneria sociale che insegna a nutrire i giornalisti di notizie preconfezionate: l’inondazione di informazioni serve, da una lato, a distrarre i giornalisti da notizie che potrebbero risultare scottanti, dall’altro ad abituarli a dipendere o addirittura a sottostare a certe dinamiche e a specifiche linee editoriali.

Ogni redazione giornalistica fa infatti ricorso alle notizie preconfezionate, in misura più o meno importante a seconda del proprio numero di collaboratori e del tempo a disposizione da dedicare alla ricerca di informazioni. Dalle redazioni locali in poi, sono sempre più numerosi i giornalisti che, per mancanza di tempo e non necessariamente con malizia, utilizzano del materiale “preconfezionato” per loro da spin doctors  o da uffici stampa (pensiamo alle cartelle stampa che vengono copiate come se fossero agenzie di stampa), utilizzando persino materiale audio-video già montato. Anche per questo motivo, le notizie che leggiamo o ascoltiamo sono quasi sempre le stesse e trattate in modo simile (soprattutto in TV).

Il linguista George Lakoff ha spiegato dalle colonne del «Guardian» come gli esperti di marketing e i pubblicitari conoscano bene questi meccanismi nel campo della comunicazione, mentre la maggior parte dei giornalisti non sa come distinguere né affrontare i tentativi di manipolazione.

 

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