Trump scappa con la valigetta con i codici nucleari? Falso!

“Donald Trump lascia la Casa Bianca con la valigetta atomica: scenario senza precedenti nel giorno di Biden“. Questo il titolo allarmistico di un articolo pubblicato sull’edizione on line di Libero.

Quello che trapela dalle prime righe è uno scenario preoccupante: Trump avrebbe lasciato la Casa Bianca portando con sé la valigia di pelle nera contenente i codici nucleari. Il sottotraccia è il seguente: date le sue condizioni psichiche, il magnate potrebbe attivare i missili, innescando un conflitto mondiale.

Che cosa c’è di vero in questa vicenda?

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Dalla censura social allo psicoreato orwelliano: se Big Tech decide chi può parlare

Nel breve saggio La libertà di stampa, George Orwell osservava che

«se si incoraggiano i metodi totalitari, può venire il giorno in cui essi saranno usati contro chi li incoraggia, e non più a favore».

Allora era in gioco una «cieca lealtà all’URSS» che, per difendere gli interessi dell’URSS, avrebbe accondisceso non solo a «tollerare la censura, ma anche una deliberata falsificazione della storia».

Sebbene i protagonisti siano cambiati, la situazione sembra essere rimasta la stessa: oggi gli interessi da tutelare sono quelli della tecnocrazia e dell’algocrazia e, complice l’emergenza sanitaria, siamo tornati a mettere in dubbio non solo la libertà di stampa, ma persino la libertà di pensiero.

Da qua la censura che si sta facendo ogni giorno sempre più spietata. Come come luogo preferenziale ha trovato le piattaforme private della Silicon Valley: dopo la sospensione dell’account Twitter di Donald Trump, la limitazione temporanea del quotidiano Libero per “attività sospette” e l’oscuramento della app Parler il mondo della politica, del giornalismo e l’opinione pubblica sembrano spaccati, tra chi plaude queste iniziative  liberticide e anti-democratiche e chi, come Massimo Cacciari ne denuncia la “manifestazione di una crisi radicale dell’idea democratica“.

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