Trump scappa con la valigetta con i codici nucleari? Falso!

“Donald Trump lascia la Casa Bianca con la valigetta atomica: scenario senza precedenti nel giorno di Biden“. Questo il titolo allarmistico di un articolo pubblicato sull’edizione on line di Libero.

Quello che trapela dalle prime righe è uno scenario preoccupante: Trump avrebbe lasciato la Casa Bianca portando con sé la valigia di pelle nera contenente i codici nucleari. Il sottotraccia è il seguente: date le sue condizioni psichiche, il magnate potrebbe attivare i missili, innescando un conflitto mondiale.

Che cosa c’è di vero in questa vicenda?

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Mentana “incendiario”: la gaffe dei professionisti dell’informazione

“Ecco qui vediamo veramente personaggi…” esordisce Enrico Mentana mandando in onda le immagini in cui si vedono persone che saltano su delle automobili e un uomo che spara con il lanciafiamme.

“Questo non mi sembra si riferisca… probabilmente è nei sobborghi”, azzarda l’ospite in studio, Gerardo Greco.

“Sì sì, è live footage… sono immagini che dobbiamo verificare”, nicchia il direttore del Tg La7.

La notizia della “gaffe” di Enrico Mentana e Gerardo Greco durante l’edizione straordinaria di ieri sera su La 7 in merito all’assalto di Capitol Hill ha fatto il giro del web: a rilanciare la notizia dello scivolone non sono stati solo youtuber come Social Tv o Luca Donadel ma anche media nazionali, dal Fatto Quotidiano a Rolling Stone, dal Riformista al Giornale.

La regia ha mandato in onda le immagini di un film (commedia), Project X, diretto da Nima Nourizadeh e girato in finto stile documentario in cui si vede un uomo con un lanciafiamme incendiare auto in sosta. Scambiate per un video in diretta diffuso su Twitter, i due giornalisti hanno inizialmente commentato ciò che veniva trasmesso, salvo poi avanzare qualche dubbio e ipotizzare che si trattassero di scene di violenza che si stavano consumando nei “sobborghi” di altre città americane. Insomma, nessuno dei due ha capito che le immagini montate erano tratte non da qualche video in diretta su Twitter ma da una pellicola americana. Leggi tutto

Trump vs Biden: i mass media raccontano solo una versione dei fatti

Lo scorso 29 dicembre il Corriere della Sera, con grande enfasi, riportava il contenuto della prima pagina del quotidiano americano York Post, tabloid di proprietà della famiglia Murdoch. Sul quotidiano italiano era riprodotta la copertina del periodico Usa, con il volto di Donald Trump in primo piano e il titolo “Stop the insanity”. Nell’articolo del Corriere la “notizia” era rappresentata dall’ennesima dimostrazione del raffreddamento dei rapporti tra il magnate australiano (editore anche di Fox news) – un tempo sostenitore del capo della Casa Bianca e adesso, dopo il voto del 3 novembre, critico per l’atteggiamento assunto da Trump – e lo stesso presidente degli Stati Uniti. Unico l’obiettivo: mostrare che perfino l’amico di un tempo Rupert Murdoch stava facendo pressioni su Trump affinché il presidente riconoscesse il risultato elettorale di novembre e spianasse, così, la strada all’insediamento di Joe Biden alla presidenza.

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La demonizzazione dell’idrossiclorochina: questione “politica” e isteria collettiva

Potremmo considerarlo la Cenerentola dei farmaci per la cura del Covid-19. L’idrossiclorochina, farmaco usato da oltre un secolo per il trattamento della malaria e di altre patologie, è da mesi al centro di diatribe, polemiche, scandali e falsi studi pilotati volti a screditarne l’efficacia.

Dopo lo scandalo Surgisphere, che analizzeremo tra poco, l’idrossiclorochina è tornata alla ribalta, protagonista di un’ennesima campagna volta a demonizzarne l’utilizzo, sebbene la Cina abbia inserito il farmaco nelle linee guida per il trattamento dei pazienti affetti da Covid-19 ed esistano 156 studi da cui si evince il suo funzionamento, soprattutto nell’utilizzo precoce.

Non solo, perché uno studio italiano effettuato su 3.500 pazienti e uno belga condotto su oltre 8 mila pazienti arrivano alle stesse conclusioni: il farmaco riduce la mortalità del 30%.

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